Come curare il Piede Piatto

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Generalmente si deve parlare di piede piatto solo se il difetto persiste verso i 6-7 anni.

Si deve distinguere il piede piatto flessibile, la varietà più comune (95%), frequentemente associato a lassità articolari generalizzate. • il Test di sollevamento sulle punte: il paziente con piede piatto in piedi sulle punte corregge parzialmente o addirittura non corregge per nulla il valgismo del calcagno. Sul podoscopio un piede piatto presenta allargamento e medializzazione dell’istmo, sollevamento del profilo laterale, inclinazione esterna del tallone posteriore. Durante la confezione del calco gessato si deve sostenere la volta plantare longitudinale, quindi creare un importante sostegno sulla parte interna del piede, e correggere il valgismo del retropiede. Il piede piatto non sempre risponde in maniera costante e prevedibile ai consigli esterocettivi del plantare, poiché questi sono influenzati da età, caratteristiche cliniche e radiografiche, riducibilità, abitudini di vita. In caso di piede piatto grave o dolente che non beneficia del trattamento con plantari entro i 12-13 anni è necessario intervenire chirurgicamente per correggere la deformità. L’obiettivo dell’intervento è eliminare il dolore quando questo sia presente, correggere la deformità ed ottenere un piede funzionalmente valido. Poiché l’anatomia del piede piatto riconosce un interessamento muscolo-tendineo e capsulo-legamentoso, l’atto chirurgico prevede interventi sulle strutture scheletriche e talora anche sulle strutture tendinee e capsulo-legamentose. Tra gli interventi più spesso associati si annoverano: • la plastica di ritensione mediale che ricrea la volta plantare ritensionando i tessuti tendinei e capsulari sulla parte interna del piede.

Evoluzione del piede piatto dell’adulto

  • Infezione;
  • Rigidità delle articolazioni delle dita dei piedi;
  • Guarigione dell’osso in posizione errata;
  • Ispessimento del tessuto cicatriziale;
  • Recidiva dell’alluce valgo, con necessità di un ulteriore intervento chirurgico.

Molto raramente nell’adolescente, quasi sempre nel piede piatto dell’adulto, è necessario invece eseguire interventi più complessi quali osteotomia di calcagno e artrodesi.

Nel piede piatto inveterato dell’adulto il rimedio estremo per la correzione di un piede piatto è la fusione dell’articolazione tra astragalo e calcagno. La correzione chirurgica del piede piatto consiste in un intervento che permette di correggere definitivamente la ‘malformazione’. L’introduzione della vite evita l’eccessiva inclinazione verso l’esterno del retropiede e permette il mantenimento della corretta curva interna del piede (volta plantare). La durata dell’intervento è di circa 15-20 minuti per piede, può essere eseguito su entrambi i piedi in contemporanea, in anestesia locale. Il piede viene medicato e tutelato con semplice fasciatura elastica fino alla rimozione dell’unico punto di sutura dopo circa 10 giorni dall’intervento. Il plantare serve per correggere la distribuzione del carico corporeo durante la fase di appoggio del piede e dev’essere costruito per non causare dolore al piede. Se la volta plantare antero-posteriore è molto bassa o inesistente si parlerà di piede piatto, esistono quattro gradi di piattismo in base alla gravità della deformità. L’ortesi podalica è prescritta quando il paziente soffre di patologie del piede come: Modo d’inserimento del plantare nella scarpa. L’ortesi corregge la pronazione del piede che è indotta da un retro piede valgo e sostiene la volta plantare Antero-posteriore.

Come curare il Piede Piatto

  • essere create su misura in base all’appoggio del piede;
  • basarsi solo sul numero di scarpa;
  • essere confezionate in base al peso e alla lunghezza del piede.

Quando il piede ha acquisito una corretta postura si può smettere di usare il plantare.

La baropodometria è necessaria solo in caso di plantare personalizzato, mentre non si esegue per quelli prestampati in base alla misura del piede e al peso. Nel nostro ambulatorio utilizziamo il plantare attivo che è preformato in polimero di resina, scelto in base alla lunghezza del piede e al peso del paziente. Sintomi: Inizialmente il piede piatto non rappresenta un grosso problema per il paziente, se non un affaticamento più rapido rispetto alla norma. Durante la crescita, quando impariamo a camminare, una base di appoggio più ampia, quindi un piede piatto, rappresenta un vantaggio evolutivo, non una malattia. Il più delle volte il piede piatto nel bambino è asintomatico e i bimbi vengono visitati da un ortopedico per patologie concomitanti diverse. Alcuni segnali deboli, non direttamente correlabili al piede piatto, possono essere affaticamento, crampi, episodica zoppia. A volte, il piede piatto può causare deformità in valgismo dell’alluce dando vita al così detto “alluce valgo giovanile”. Parlare con il bimbo e i suoi genitori, osservare l’usura delle sue scarpine e vederlo camminare, sono le quattro testimonianze necessarie a diagnosticare una sindrome pronatoria (piede piatto). La storia del trattamento del piede piatto dei bambini è fatta di plantari correttivi e calzature ortopediche.

Intervento per piede piatto e alluce valgo

  • Vizi di prima formazione delle ossa del calcagno (piede piatto embrionario)
  • Posizione errata da briglie amniotiche od oligoidramnios (piede piatto fetale)

Qualora diagnosticato, si potrà intervenire su un piede piatto patologico in un’età compresa fra i 9 e i 13 anni.

Il piede piatto è una condizione fisiologia per tutti i bambini alla nascita. Questo determina l’assenza del cosiddetto arco plantare (quell’incurvatura naturale presente nella pianta del piede). Il semplice camminare a piedi scalzi può già essere un esercizio sufficiente per la correzione del piede piatto. Solo il 7% dei casi mantiene la condizione di piede piatto anche dopo questa età. La camminata si fa a piede piatto, con tutta la superficie plantare, ma senza svolgere il passo, cioè senza piegare le dita. Il piede piatto valgo pronato dell’adulto è caratterizzato dalla riduzione dell’arco plantare e dal conseguente aumento della superficie d’appoggio della pianta del piede. La foto mostra l’arto sano (linea verde) e il piede valgo pronato (linea rossa spezzata). in linea di massima bisogna escludere che i piedi non siano piatti, in quanto il piede piatto favorisce la deformità in valgo dell’alluce. Per rispondere Non sempre un piede piatto osservato in età infantile e non trattato provoca nell’età adulta disturbi od alterazioni funzionali.

Il piede piatto ed il “piede pronato valgo”

Esistono tuttavia molti casi in cui il piede piatto diventa prima o poi sintomatico.

Spesso, inoltre, all’alluce valgo si accompagna anche la patologia detta del piede piatto. Trascorsi pochi anni (mediamente 5 o 6), si assiste a un progressivo assetto del retropiede, che si sposta verso l’interno, e a un progressivo sviluppo della volta plantare. La gravità del piede piatto valgo viene suddivisa in tre stadi: I stadio: l’arco longitudinale risulta ridotto, ma è ancora presente. Nell’adulto il piede piatto può consentire una vita normale o diventare progressivamente sintomatico: spesso si associa a dolori e stanchezza delle gambe, a mal di schiena. Il piede piatto è una patologia estremamente comune nella società occidentale. L’intervento è indicato allorchè il plantare non apporta sollievo e quando la deformità è scompensata e destinata ad aggravarsi nel tempo. Businesswoman sitting on a chair massaging her foot | Shutterstock L’utilizzo del plantare può rivelarsi un utile strumento per arrestare la sublussazione articolare alla base dell’alluce valgo. Il plantare è indicato soprattutto per coloro che possiedono predisposizioni genetiche allo sviluppo dell’alluce valgo.