Buoni postali fruttiferi: a volte il rimborso è inferiore al valore effettivo

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Dentro due buoni fruttiferi postali acquistati nel 1975 a Roma per un milione di lire l’uno: adesso varrebbero quasi 35 mila euro.

Semplicemente perché la legge prevedeva che lo Stato potesse cambiare le carte in tavola e modificare il rendimento dei buoni fruttiferi postali già emessi. Ora si avvicina una data importante perché il 31 dicembre vanno in scadenza i Buoni postali trentennali serie O emessi nel 1984. Buoni postali fruttiferi: sono poche le famiglie che non vi abbiano destinato anche solo una volta parte dei propri risparmi. Capita che alcuni risparmiatori, recatisi presso gli uffici postali, si vedano corrispondere un rendimento sui loro buoni fruttiferi inferiore a quello atteso e che spetterebbe loro di diritto. I Buoni Fruttiferi Postali sono prodotti garantiti dallo Stato quanto a restituzione del capitale investito e pagamento degli interessi maturati. I Buoni Fruttiferi Postali sono dei titoli di credito collocati da Poste Italiane ed emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti. I Buoni Fruttiferi Postali, conosciuti anche con l’acronimo BFP, sono strumenti di investimento del risparmio, garantiti dallo Stato e collocati da Poste Italiane. Ai sottoscrittori di Buoni Fruttiferi Postali è assicurata, in qualsiasi momento, la restituzione del capitale investito, incrementato degli eventuali interessi di spettanza maturati e al netto degli eventuali oneri fiscali. I Buoni Fruttiferi Postali sono strumenti rimborsabili a vista.

Buoni postali fruttiferi: a volte il rimborso è inferiore al valore effettivo

  • BFP Ordinari (a tasso fisso a lunga durata)
  • BFP dedicati ai minori di età
  • Piano di Risparmio Piccoli e Buoni

I Buoni Fruttiferi Postali sono prodotti finanziari collocati da Poste sin dal 1925.

Il successo fu tale che a fine 1925 circolavano già 563.000 unità di Buoni Fruttiferi Postali, per un controvalore totale di 467 milioni di lire. I Buoni Fruttiferi Postali possono essere rappresentati da un certificato cartaceo o meno. In questo secondo caso si parla di Buoni Fruttiferi Postali dematerializzati, visto che il buono è individuato da una registrazione contabile. I Buoni Fruttiferi Postali possono essere intestati a uno o più titolari. I Buoni Fruttiferi Postali sono esenti da imposta di successione. Le condizioni di dormienza si applicano ai Buoni Fruttiferi Postali emessi, in forma cartacea e dopo il 14 aprile 2001, per i quali sia decorso il termine di prescrizione. Ai sensi della normativa sulla prescrizione ordinaria, regolata dall’articolo 2946 del codice civile, i Buoni Fruttiferi Postali cartacei si prescrivono trascorsi dieci anni dalla scadenza del titolo. I Buoni Fruttiferi Postali ordinari sono la più longeva tipologia di BFP a disposizione essendo emessi dal 1° marzo 1925. Il Piano di Risparmio, dedicato ai giovani tra 0 e 16 anni, prevede una sottoscrizione periodica di Buoni Fruttiferi Postali, tutti scadenti al raggiungimento della maggiore età del minore.

Buoni postali fruttiferi: le variazioni sui tassi successive alla sottoscrizione

  • BFP indicizzati all’inflazione italiana
  • BFP indicizzati a scadenza
  • BFPPremia
  • BFPEuropa

Queste invece i trattamenti fiscali per le emissioni del passato: Sono numerosissime le tipologie di Buoni Fruttiferi Postali il cui collocamento è sospeso.

A differenza della sua versione base riconoscevano un rendimento premiale per chi portava al rimborso obbligazioni (collocate in esclusiva da Poste Italiane) o buoni fruttiferi postali scaduti e non prescritti. Rendimenti, condizioni e modalità di sottoscrizione e di rimborso rimangono quelli fissati dai provvedimenti di emissione dei Buoni Fruttiferi Postali pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. Solo i buoni fruttiferi postali sono sempre buoni perché sono garantiti dallo Stato italiano e il capitale investito è sempre disponibile. I buoni fruttiferi postali sono davvero un investimento sicuro? Vantaggi dei buoni fruttiferi postali - Il rimborso dell’investimento di tutto l’investimento del risparmiatore nei Bfp è sempre garantito, insieme al rendimento al netto della tassazione. Di seguito lo spot TV in onda qualche mese fa: Poste Italiane ha riportato l’attenzione degli italiani sui buoni fruttiferi postali attraverso una massiccia campagna di marketing. Infine, si potrà vedere come non tutte le tipologie di buoni fruttiferi postali sono convenienti. Il funzionamento dei buoni fruttifero postali è piuttosto semplice: si versa una somma di denaro, sulla quale vengono maturati periodicamente degli interessi. I rendimenti dei buoni fruttiferi postali variano a seconda delle diverse tipologie in base alla durata dell’investimento e, dunque, ai parametri su cui si basano i rendimenti.

BUONI FRUTTIFERI POSTALI, COSA SONO

  • BFP7insieme
  • BFP3x4
  • BFP3x4Fedeltà
  • BFP3x4RisparmiNuovi
  • BFP4x4
  • BFP4x4Fedeltà
  • BFP4x4RisparmiNuovi

I buoni di breve periodo hanno un rendimento nominale piuttosto basso (0,15%) che via via cresce a seconda della durata del buoni fruttiferi postali.

Tassi nominali annui lordi (%) Come procedere per avere il rimborso dei buoni fruttiferi postali, anche nel caso di Bfp cointestati? Quali sono gli aspetti negativi nell’investire i propri risparmi sui buoni fruttiferi postali? Buoni postali fruttiferi attivati trent’anni fa, del valore all’epoca di 500mila lire. E’ bene sapere conoscere le condizioni attuali applicate ai buoni fruttiferi, ovvero le seguenti: Buoni fruttiferi postali d’annata, rendimenti dimezzati: che beffa per tanti piccoli risparmiatori. È questo l’aspetto che più colpisce, perché i buoni postali sono da sempre un oggetto di tutela del risparmio». Se pensi di investire i tuoi risparmi e non vuoi rischiare molto, una valida alternativa sono i buoni fruttiferi postali. L’investimento in buoni fruttiferi postali è soggetto anche all’imposta di bollo, con un’aliquota dello 0,2% del capitale investito. Si possono sottoscrivere buoni fruttiferi postali per un minimo di 50 euro e per un massimo di 1.000.000 di euro al giorno. Il rendimento dei buoni fruttiferi postali è molto basso, contrappeso di un investimento sicuro e il tasso effettivo è crescente.

Buoni fruttiferi postali in lire

In questo caso bisogna sapere che i buoni fruttiferi postali emessi prima del 2000 hanno una scadenza naturale di 30 anni dalla data di emissione.

I suoi Buoni Fruttiferi Postali sono prescritti. La legge, già prima degli anni ottanta, prevedeva che lo Stato potesse cambiare le carte in tavola e modificare il rendimento dei buoni fruttiferi postali già emessi. 1: “con effetto dal 1° ottobre 1987  è istituita una nuova serie speciale di buoni fruttiferi postali a termine contraddistinta con lettere AD; art. buoni fruttiferi postali sono disposte del Ministro del Tesoro , di “I Buoni Postali di quegli anni sono stati assoggettati alla normativa del Decreto del Ministro del Tesoro del 13/06/86 ( pubblicato sulla G.U. I “vecchi” buoni fruttiferi postali di Poste Italiane restano attuali per chi desidera tutelare i propri risparmi senza rischiare nulla. In questo articolo guida, oltre a fornire tutti gli elementi per valutare se conviene oppure no sottoscrivere i Buoni Postali, archivierò di volta in volta le condizioni delle varie emissioni. In Questo Articolo Si Parla di: Sono davvero tante le tipologie di buoni postali: bisogna seguire di volta in volta le varie emissioni. Buoni Fruttiferi Postali Si può sempre chiedere il rimborso anticipato, previa autorizzazione del Giudice Tutelare. Mi sono recato al più vicino Ufficio Postale con i miei Buoni Postali Fruttiferi emessi il 12/2/2003 e l’impiegato addetto mi ha assicurato che la scadenza è di 20 anni. Le condizioni di dormienza si applicano ai Buoni Fruttiferi Postali emessi, in forma cartacea, dopo il 14 aprile 2001 per i quali sia decorso il termine di prescrizione. 29 marzo 1973 n. 156) “i buoni postali fruttiferi possono essere riscossi entro la fine del trentesimo anno successivo a quello di emissione. Chi ha dubbi sulla correttezza della somma liquidata alla scadenza dei Buoni Postali sottoscritti più di 30 anni fa, non deve però avere fretta nell’incassare i soldi. Sono tante le associazioni dei risparmiatori che si sono occupate della questione dei Buoni Fruttiferi Postali emessi prima del 1986. Frequentemente i buoni postali venivano e vengono rilasciati con periodi di scadenza molto lunghi, anche di venti o trent’anni (salvo eventuali possibili proroghe).